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  Vuole sempre aver ragione

Domanda: Salve, siamo i genitori di Silvia che frequenta la scuola materna ed è figlia unica.
Come possiamo comportarci noi genitori quando lei vuole sempre comandare in casa e vuole sempre avere ragione?
Inoltre se la contraddiciamo lei si imbroncia e fa i capricci.
Il nostro nucleo familiare è composto da me, Silvia e mio marito.
Noi cerchiamo di coinvolgera sempre e le dedichiamo tutte le nostre serate e i fine settimana (quando non lavoriamo).
La bambina è molto attaccata alla mamma e, invece, si rapporta meno facilmente con il papà, mostrando atteggiamenti di gelosia.
Attendendo una risposta, grazie.
Ps. Silvia ha 4 anni e mezzo.

Riposta dell'esperto: Buon giorno premurosi genitori di Silvia.
A quanto pare vostra figlia ha un carattere forte.
I bimbi con questa caratteristica richiedono una dose di bravura, pazienza e tatto elevata e se gestiti bene crescono determinati e possono diventare valide persone per la società, soprattutto se possiedono buoni valori.
Silvia è in un'età dove è giusto vivere esperienze che portino alla consapevolezza di sè, delle proprie risorse e possibilità d'azione e tutto ciò va sperimentato.
Quando ad un bambino viene impedito di sperimentare (ovviamente contenendo e organizzando le sue esperienze in modo che siano fattibili) cresce diventando un adulto-bambino, perchè non ha avuto modo di strutturarsi correttamente.
Quindi è bene che voi genitori lasciate agire Silvia, osservando il suo comportamento e le parole che usa.
Gradatamente e in modo coerente tra voi genitori, iniziate a mettere dei paletti al comportamento di Silvia, inserendo una variabile alla volta (ad es. si fa ciò che dice lei ma fino all'ora prestabilita inizialmente, si gioca insieme in un luogo deciso da lei aggiungendone in un secondo momento un altro, o inserendo un personaggio,...fino ad arrivare a cambiare qualche regola) e dandole il tempo di verificare che si vive bene insieme facendo ciò che desiderano tutti i componenti della famiglia.
E' molto importante anche la comunicazione che adottate con vostra figlia: le parole hanno un effetto preciso sulla neurologia, particolarmente su quella dei bambini che non possiedono filtri razionali fino ai sette-otto anni.
Rivolgetevi a lei sempre in modo propositivo, con frasi affermative (ad es: è sbagliato dire "Non devi fare quello che vuoi tu", al suo posto "E' giusto fare quello che rende felice te, la mamma e il papà", oppure al posto di "Stai attento a non versare il latte" è corretto dire "Stai attento a tenere ben saldo il tuo latte").
E' fondamentale anche esprimere le proprie idee ed emozioni ai bambini, così imparano a farlo anche loro.
Ricordate che l'apprendimento avviene per buona parte dall'imitazione delle figure di riferimento.
Partite sempre da voi quando la dovete riprendere o le dovete spiegare qualcosa, affermando come vi sentite relativamente al suo comportamento, non a lei; questo è importantissimo per la sicurezza e l'autostima dei figli. (ad es: "Sono delusa della tua cocciutaggine", non "Sono delusa di te").
Questo attuatelo anche quando fa i capricci e spiegatele serenamente e senza arrabbiarvi perchè è sbagliato il suo comportamento.
Se lei continua lasciatela stare e spiegatele che la lasciate pensare al suo comportamento con la sua testolina così intelligente.
Datele tempo, non datele attenzione quando fa i capricci ed evitate accuratamente di alterarvi.
Cercate sempre, però, di osservarla e di comprendere la natura dei suoi capricci.
Per quanto riguarda la gelosia di Silvia verso la mamma, credo sia abbastanza comprensibile questo attaccamento, per l'età e per il fatto che la bambina la vede poco.
Cara mamma non la respinga, altrimenti sua figlia si attaccherà in modo morboso a lei.
La rassicuri, invece, accogliendola e accettandola completamente. Vedrà che quando Silvia arriverà ad un sufficiente livello di sicurezza, non sarà più gelosa.
E gli stessi atteggiamenti di accettazione li consiglio anche a lei, papà.
La vostra bambina ha un'età nella quale voi genitori dovete seminare con pazienza ed attenzione.
Vedrete che i frutti si vedranno nel tempo e, spesso, non ne serve molto!
La Pedagogista Deborah Turrini
Coordinatrice Regionale ANPE-Veneto

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