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  Si chiude in se stessa

Domanda: gent.le Dott.ssa, sono Carla, la mamma di Sara.
La mia bambina, che ha 5 anni, quando le capita qualcosa si chiude in se stessa e non mi rende partecipe di ciò che accade.
Piange, si dispera ma non parla e solo dopo insistenti domande mi racconta perchè è arrabbiata.
Lo stesso accade alcune volte quando deve fare i compiti: non vuole ascoltare i miei consigli.
Che fare???
Quale atteggiamento mi consiglia di adottare in queste circostanze?
Grazie in anticipo per la sua cortesia.

Riposta dell'esperto: buongiorno cara mamma,
con i nostri figli è molto importante tenere atteggiamenti di rispetto e di aiuto sinceri.
Sara ha la sua modalità di reazione, che sicuramente sarà produttivo per lei modificare, ma con i suoi tempi e con le esperienze che vivrà.
Noi genitori siamo un pò impotenti a volte nei confronti dei nostri cuccioli e non ci rendiamo conto che non sono poi così cuccioli.
Sara è riservata, potrebbe essere utile stare semplicemente seduta vicino a lei aspettando con pazienza e amore (che vanno trasmessi ai bambini in modo viscerale, quindi sentendoli profondamente) il momento in cui la bambina parlerà; le può anche verbalizzare che lei mamma è a disposizione in qualsiasi momento e in questo caso è importantissimo che quando Sara viene da lei, lei lascia tutto quello che sta facendo e la ascolta, in qualsiasi momento del giorno.
Per quanto riguarda i compiti, può dirle con tranquillità che quando decide di aver bisogno di aiuti e consigli lei è ben disposta a rendersi utile, evitando di arrabbiarsi se Sara non la chiama, o sbaglia qualcosa.
La scuola è una questione di sua figlia perchè è Sara che va a scuola e che si relaziona con compiti, compagni e insegnanti e ha quindi il diritto di comportarsi come crede, con la possibilità di sperimentare vari comportamenti e conseguenze e quindi di apprendere.
Lei mamma ha sicuramente il compito di indicare la strada a sua figlia, ma è poco produttivo imporsi con i figli, meglio osservarli e parlare con loro, facendo notare le conseguenze positive e meno positive dei loro atteggiamenti verso se stessi e verso gli altri.
Il tutto senza arrabbiarsi, perchè loro e noi adulti dobbiamo semplicemente imparare, senza colpevolizzarci e colpevolizzare.
Nessuno vuole attrarsi reazioni negative dagli altri, tutti vogliamo essere amati e apprezzati, quindi quando sbagliamo azioni e atteggiamenti, cerchiamo di comprenderli e trarne buoni insegnamenti.
Buona scoperta.
Pedagogista Deborah Turrini
Coordinatore Regionale ANPE-Veneto
www.studiopedagogico.org

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